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December 31
Stiamo vivendo l'ultima ora di questo anno, vi invito se non avete avuto l'opportunità di ascoltare in tv alle 20:30, il messaggio di fine anno del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, poichè quest'anno più dell'anno scorso e degli scorsi anni, cela qualcosa di importante e che ha la espressa finalità di indurre noi italiani ad una riflessione sul nostro ruolo di cittadini di uno Stato democratico, e che da 60 anni è fondato su una Costituzione bellissima, che tutti gli stati ci invidiano, e che il nuovo Governo si appresta a modificare, a partire da gennaio; intende calpestare come se nulla fosse, procedendo alla modifica della seconda parte del testo costituzionale, dedicata a L'organizzazione dello Stato, attuando varie riforme, dal federalismo al presidenzialismo. Io son fortemente contrario tutto ciò per varie ragioni, prima fra tutte la seguente: attuare una modifica consistente della seconda parte della costituzione, significherebbe incidere anche indirettamente sulla prima parte, sul significato e portata, sull'interpretazione degli articoli della parte prima; ovvero provvedendo alla modifica dell'intera parte seconda si darebbe vita ad una nuova costituzione!!! Ciò significherebbe gettare un lavoro così ben portato a termine dai nostri padri costituenti 60 anni fa. Io non vorrei mai che ciò accadesse, e che anche stavolta il tentativo di riforma istituzionale di Bossi FALLISCA INESORABILMENTE!! Ma sinceramente, son sfiducioso...
Nel mesaggio, il nostro caro Presidente, ha ben sottolineato la crisi economica, di cui argomentavo con voi due giorni fa (vedete intervento del 28 dic)..davvero vi invito a leggere queste parole e a farne tesoro...nella speranza che il prossimo anno sia un anno diverso da quello che ci aspetta...
NON MI RESTA CHE AUGURARVI NUOVAMENTE BUON ANNOOOOOOOOO...
MESSAGGIO DI FINE ANNO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
Roma, 31 dicembre 2008
Questa vigilia del nuovo anno è dominata, nell’animo di ciascuno di noi, dallo sgomento per le notizie e le immagini che ci giungono dal cuore del Medio Oriente. Si è riaccesa in quella terra una tragica spirale di violenza e di guerra. Una spirale che va fermata. Lo chiedono l’Italia, l’Unione Europea, le Nazioni Unite, il Pontefice: sentiamo oggi, mentre vi parlo, che questo è il nostro primo dovere, riaprire la strada della pace in una regione tormentata da così lungo tempo. Parto di qui per rivolgere il mio tradizionale messaggio di auguri a voi tutti, italiani di ogni generazione e di ogni condizione sociale, residenti nel nostro paese e all’estero – ai servitori dello Stato, ai civili ed ai religiosi operanti per il bene della comunità, alle forze dell’ordine e alle Forze Armate, e con speciale calore e riconoscenza ai nostri militari impegnati in missioni difficili e rischiose per garantire la pace e sradicare il terrorismo nelle regioni più critiche. Nel rivolgervi questo augurio, non ignoro la forte preoccupazione che ci accomuna nel guardare all’anno che sta per iniziare. Un anno che si preannuncia più difficile, e che ci impegna a prove più ardue, rispetto alle esperienze vissute da molto tempo a questa parte. Nel corso del 2008 è scoppiata negli Stati Uniti d’America una sconvolgente crisi finanziaria, che ha investito molti altri paesi, anche in Europa, e che sta colpendo l’intera economia mondiale. Dobbiamo guardare in faccia ai pericoli cui è esposta la società italiana, senza sottovalutarne la gravità : ma senza lasciarcene impaurire. L’unica cosa di cui aver paura è la paura stessa. Vorrei in sostanza parlare questa sera con voi il linguaggio della verità, che non induce al pessimismo ma sollecita a reagire con coraggio e lungimiranza. Sono convinto che possiamo limitare le conseguenze economiche e sociali della crisi mondiale per l’Italia, e creare anzi le premesse di un migliore futuro, se facciamo leva sui punti di forza e sulle più vive energie di cui disponiamo. A condizione che non esitiamo ad affrontare decisamente le debolezze del nostro sistema, le insufficienze e i problemi che ci portiamo dietro da troppo tempo. Facciamo della crisi un’occasione per liberarcene, guardando innanzitutto all’assetto delle nostre istituzioni, al modo di essere della pubblica amministrazione, al modo di operare dell’amministrazione della giustizia. C’è ragione di essere seriamente preoccupati per l’occupazione, per le condizioni di chi lavora e di chi cerca lavoro, e per le famiglie più bisognose. E c’è da esserne preoccupati in special modo guardando al Mezzogiorno, che non ha fatto i passi avanti necessari e rischia di essere più di altre parti del paese colpito dalla crisi, se non vi si dedica l’impegno che ho di recente sollecitato con forza. L’occupazione in Italia è, da diversi anni, cresciuta. Ma ora è a rischio. Mi sento perciò vicino ai lavoratori che temono per la sorte delle loro aziende e che potranno tutt’al più contare sulla Cassa Integrazione, così come ai giovani precari che vedono con allarme avvicinarsi la scadenza dei loro contratti, temendo di restare privi di ogni tutela. Parti sociali, governo e Parlamento dovranno farsi carico di questa drammatica urgenza, con misure efficaci, ispirate a equità e solidarietà. Mi sento, egualmente, vicino alle famiglie, specie a quelle numerose, o che comunque fanno affidamento su un solo reddito, sulle quali pesa la difficoltà per le donne di trovare lavoro, e che non hanno abbastanza per soddisfare bisogni fondamentali : e quelli che ne soffrono di più sono i bambini. Hanno fatto scalpore nei giorni scorsi le statistiche ufficiali sulla povertà in Italia : ed è parola che esitiamo a pronunciare, è realtà non semplice da definire e da misurare. Sono comunque troppe le persone e le famiglie che stanno male, e bisogna evitare che l’anno prossimo siano ancora di più o stiano ancora peggio. Dalla crisi deve, e può, uscire un’Italia più giusta. Facciamo della crisi un’occasione per impegnarci a ridurre le sempre più acute disparità che si sono determinate nei redditi e nelle condizioni di vita ; per riformare un sistema di protezione sociale squilibrato e carente ; per elevare, a favore dei figli delle famiglie più modeste, le possibilità di istruzione fin dai primi anni e di ascesa nella scala sociale. Ci sono stati in questi mesi dibattito e confronto in Europa e in Italia sui temi del clima e dell’energia, sui temi dell’innovazione necessaria e possibile. Lo sforzo che in questo momento va compiuto per sostenere le imprese – grandi, medie e piccole – che sono in difficoltà pur essendosi mostrate capaci di ristrutturarsi e di competere, non può essere separato dall’impegno a promuovere indirizzi nuovi per lo sviluppo futuro dell’attività produttiva in Italia. Vanno in particolare colte le opportunità offerte dalle tecnologie più avanzate per l’energia e per l’ambiente. Facciamo della crisi l’occasione per rinnovare la nostra economia, e insieme con essa anche stili di vita diffusi, poco sensibili a valori di sobrietà e lungimiranza. Ho, nel corso di quest’anno, levato più volte la mia voce per sollecitare attenzione verso le esigenze del sistema formativo, del mondo della ricerca, e delle Università che ne rappresentano un presidio fondamentale. E’ indispensabile, per il nostro futuro, un forte impegno in questa direzione, operando le scelte di razionalizzazione e di riforma che s’impongono sia per ottenere risultati di qualità sia per impiegare in modo produttivo le risorse pubbliche. A ciò deve tendere un confronto aperto e costruttivo, al quale può venire un valido apporto anche dalle rappresentanze studentesche, come ho avuto modo di constatare in diverse città universitarie, da Roma a Milano a Padova. Facciamo della crisi un’occasione perché l’Italia cresca come società basata sulla conoscenza, sulla piena valorizzazione del nostro patrimonio culturale e del nostro capitale umano. Spero di aver dato, almeno per qualche aspetto, il senso dell’atteggiamento da tenere dinanzi alla pesante crisi che si farà sentire anche in Italia nell’anno che ora inizia. Non spetta a me indicare quali decisioni vadano prese in via immediata. Il governo è intervenuto innanzitutto per porre il nostro sistema bancario, che pure è apparso meno esposto, al riparo da rischi gravi, e si sta confrontando con ulteriori esigenze di intervento, sul versante economico e sul versante sociale. In seno al Parlamento – la cui capacità di giudizio e di proposta resta fondamentale nel nostro sistema democratico – tocca a ognuno fare la sua parte, in un clima di reciproco ascolto e senza pregiudiziali chiusure. Nel far fronte alla crisi, l’Italia non agisce da sola. Agisce come parte di quella Europa unita che si conferma come non mai un punto di riferimento essenziale : e siamo orgogliosi di avere concorso con tenacia e coerenza a costruirla. Tuttavia, l’Italia è condizionata nelle sue scelte dal peso dell’ingente debito pubblico accumulato nel passato, e nessuno può dimenticarsene nell’affrontare qualsiasi problema. Dobbiamo considerare la crisi come grande prova e occasione per aprire al paese nuove prospettive di sviluppo, ristabilendo trasparenza e rigore nell’uso del danaro pubblico. E’ una grande prova e occasione non solo per l’Italia. La portata della crisi è tale da richiedere imperiosamente il massimo sforzo di concertazione tra i protagonisti dell’economia mondiale, per definire nuove regole capaci di assicurare uno sviluppo sostenibile, ponendo fine alla frenesia finanziaria che ha provocato stravolgimenti e conseguenze così gravi. Il mondo in cui viviamo è uno, e come tale va governato. Per l’Italia, la prova più alta – in cui si riassumono tutte le altre – è quella della nostra capacità di unire le forze, di ritrovare quel senso di un comune destino e quello slancio di coesione nazionale che in altri momenti cruciali della nostra storia abbiamo saputo esprimere. Ci riuscimmo quando dovemmo fare i conti con la terribile eredità della seconda guerra mondiale : potemmo così ricostruire il paese, far rinascere la democrazia, stipulare concordemente quel patto costituzionale che è ancora vivo e operante sessant’anni dopo, creare le condizioni di quella lunga stagione di sviluppo economico e civile che ha trasformato l’Italia. E ci riuscimmo ancora quando più tardi sconfiggemmo il terrorismo. Dobbiamo riuscirci anche ora, a partire dall’anno carico di incognite che ci attende. Ed è una prova non solo per le forze politiche, anche se è essenziale che queste escano da una logica di scontro sempre più sterile. Esse possono guadagnare fiducia solo mostrandosi aperte all’esigenza di un impegno comune, ed esprimendo un nuovo costume, ispirato davvero e solo all’interesse pubblico. E’ una crisi senza precedenti come quella attuale che chiama ormai a un serio sforzo di corresponsabilità tra maggioranza e opposizione in Parlamento, per giungere alle riforme che già sono all’ordine del giorno e che vanno condivise. Tutto ciò è importante e tuttavia non basta. Sono chiamate alla prova tutte le componenti della nostra società, l’insieme dei cittadini che ne animano il movimento, in una parola l’intera collettività nazionale. Questo è lecito attendersi dalle generazioni che oggi ne costituiscono la spina dorsale : un’autentica reazione vitale come negli anni più critici per il paese. Lo spirito del mio messaggio – italiane e italiani – corrisponde alla missione che i padri della Costituzione vollero affidare al Presidente della Repubblica : unire gli italiani, tenendosi fuori dalla competizione tra le opposte parti politiche, rappresentando, col massimo scrupolo d’imparzialità e indipendenza, i valori in cui possono riconoscersi tutti i cittadini. I valori costituzionali, nella loro essenza ideale e morale. Il valore, sopra ogni altro, dell’unità nazionale. I valori della libertà, dell’uguaglianza di diritti, della solidarietà in tutte le necessarie forme ed espressioni, del rispetto dei ruoli e delle garanzie che regolano la vita delle istituzioni. Sento che questo è il mio dovere, questa è la mia responsabilità. E vi ringrazio per le manifestazioni di simpatia e di fiducia, per gli schietti e significativi messaggi che mi giungono da tanti di voi : mi confortano e mi spronano. A voi che mi ascoltate, a tutti gli italiani, a tutti coloro che venendo da lontano operano in Italia nel rispetto delle regole e meritano il pieno rispetto dei loro diritti, un augurio più che mai caloroso e forte per l’anno che nasce. Per difficile che possa essere, lo vivremo con animo solidale, fermo, fiducioso.
December 30
AUGURIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII AMICOOOO MIOOOOO!!!:D
Ti voglio beneeeee!

December 29
Tutti stiamo vivendo gli ultimi giorni, le utlime ore, gli ultimi minuti, gli ultimi secondi di questo 2008! Mancano soli 2 giorni, e dovremo salutare definitivamente l'anno in corso. Tutto sommato è stato un anno tranquillo, con riferimento alle vicende mondiali, sicuramente anche quest'anno non son mancati elementi negativi che da sempre devastano l'intero globo: la guerra, l'odio tra popoli, la fame, la povertà di intere popolazioni, morti innocenti, al tempo stesso qualcosa di positivo si è manifestato, tra cui l'intensificarsi di valori comuni, come il perseguimento della pace.
In Italia, non son mancate tragedie di cronaca, crisi politiche (crisi parlamentare e conseguente caduta del Governo Prodino, dimissioni del guardasigilli, a causa di un errore giudiziario, la guerra in magistratura , la mania di protagonismo dei p.m) ma soprattutto abbiamo assistito quest'anno al sorgere di una vera e propria crisi economica a livello internazionale, non solo nazionale. Se dovessimo ricordare in due sole parole il 2008, personalmente farei riferimento alla crisi economica mondiale. La crisi economica, originata negli Stati Uniti , ha avuto luogo dai primi mesi del 2008 in tutto il globo, e ha avuto il suo culmine nei mesi di ottobre, novembre(si prospettava un ritorno al 1929), i suoi effetti hanno colpito anche la popolazione italiana. I principali effetti di questa crisi son stati i seguenti: innalzamento dei prezzi delle materie prime, una crisi alimentare mondiale, un'elevata inflazione globale, la minaccia di una recessione in tutto il mondo, così come una crisi creditizia ed una crisi di fiducia dei mercati borsistici.
Nella speranza che tutto ciò nel 2009 diventi solo un vano ricordo della nostra memoria, ripercorriamo i momenti più significativi, positivi negativi, di questo 2008!!
December 24
Mancano esattamente 30 minuti allo scoccare della mezzanotte... E bene si carissimi amici, siamo giunti anche quest’anno al 24 dicembre, e domani festeggeremo una delle feste più importanti, il Natale, la festività cristiana durante la quale celebriamo la nascita di Gesu', e siamo pronti a trascorrere queste ore con le persone a noi più care. Non dobbiamo dimenticare però, che al mondo ci sono molti bambini, per i quali non sarà affatto possibile aver al loro fianco i loro genitori, ai quali non è permesso trascorrere alcune ore di pura allegria e gioia. Perciò ringraziamo Dio che consente a tutti noi piu' fortunati di vivere il natale con la nostra famiglia e i nostri amici, a scapito di tutti coloro che anche in questi momenti patiscono la fame, son costretti a dormire all'aperto e che non hanno un tetto, o che anzichè ascoltare il dolce suono delle campane, domani si sveglieranno al suono della guerra. Il mio augurio a tutti voi, amici che passarete dal mio blog, è proprio questo: Vi auguro non solo di trascorrere un natale felice, sereno ricco di gioia, amore ma soprattutto di viverlo a pieno con tutte le persone cui volete bene, e che amate…NON DIMENTIANDO CHE C'E' QUALCUNO MENO FORTUNATO DI NOI!
VI VOGLIO BENEEEEEE
AUGURI
BUON NATALE :D
Il vostro Tony...
November 25
E bene si a trionfare all'Isola dei famosi 6 è Vladmir Luxuria , simbolo vero e proprio della trasgressione.
Una vittoria senza precedenti, una vittoria che ha assunto un gusto particolare, una vittoria che ha il gusto della modernità.
A testa alta e a schiena dritta è salita sul podio proprio lei, la transgender -ex parlamentare, che anche stavolta non è rimasta indifferente al popolo italiano, la quale si è mostrata sin dal primo giorno se stessa, andando contro tutti e tutte. La sua partecipazione al reality condotto magisrtralmente dalla grande Simona, celava un obiettivo personale, ha assunto il valore di una vera e propria sfida, l'ennesima sfida di una vita difficile nella quale qualunque scelta è stata bersaglio di critiche serrate, e al contempo incondizionata, senza timore dei giudizi altrui. Una sfida con se stessa, con i colleghi naufraghi, con il pubblico a casa ma soprattutto contro il pregiudizio. Un pregiudizio nei confronti della diversità che, a quanto pare, è più formale che sostanziale. Questo deve farci riflettere moltissimooo!! L'italia così tanto definita "bigotta", ieri sera ha mostrato segni importantissimi di maturità, una maturità che lentamente va esterndosi. La sua intelligenza e umanità è risucita a raggiungere il cuore di noi tutti. Aihmè si è conclusa anche questa sesta edizione, una sesta edizione molto diversa dalle altre. I protagonisti dalle personalità variegate e uniche, emozioni uniche, insegnamenti di vita, son stati i principali ingredienti, ne è piena prova la vincitrice, che è riuscita a prevalere anche sul bellissimo lato B della Belen!
Vi lascio con le dichiarazioni di Vladmir sulla vittoria, nella conferenza stampa tenutesi subito dopo la vittoria. Parole che ancor una volta lasciano riflettere, parole dense di significato, parole vere e pure, come il cuore della sesta vincitrice dell'isola.
"Non credo che vincere l'Isola voglia dire essere la vincitrice effettiva del programma. Vincere vuol dire resistere fino a che non ti nominano, fino a che il pubblico non ti manda via o fino alla destinazione finale. Vinci solo se l'hai vissuta con la testa, come un'esperienza formativa e non come una vetrina.
Io oggi posso dire di avere vinto l'Isola perchè ho fatto la scelta giusta, ho ascoltato la mia voce e non quella delle critiche, come ho fatto quando ho deciso di essere libera, di essere la trans che sono dentro, di fare politica, di fare Mucca Assassina, di organizzare i Gay Pride, di fare l'Isola.
Ancora una volta posso dire di aver fatto la scelta giusta.
Sono contenta perchè ho resistito alla fame, ho resistito agli attacchi, a una vita di convivenza forzata e sono contenta perchè per tutta questa esperienza sono stata me stessa e ho trovato una me stessa migliore di quanto mi aspettassi.
Ho deciso di devolvere la parte che andrà in beneficenza all'Unicef perchè so che non avrò dei bambini e quindi, a mio modo, voglio aiutare dei bambini che sono nati sfortunati."

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